Motivi della nascita del MARMO LEGGERO e prime soluzioni

Le tradizionali lastre lapidee derivano dalla segagione a “fette” di interi blocchi che, avendo dimensioni di alcuni metri quadrati con uno spessore minimo standard commerciale di 2 cm e un peso nominale di 54 kg/mq, vengono successivamente tagliate in sottomisure a portata d’uomo per renderne possibile l’installazione in facciate, rivestimenti e pavimentazioni. Il marmo, utilizzato fin dall’antichità più remota come elemento decorativo naturale, ha come controindicazioni il relativo peso e resistenza alle sollecitazioni meccaniche, tanto più lo si utilizzi in lastre di grandi dimensioni.

Ideale sarebbe l’installazione in opera di lastre lapidee grandi, leggere e tenaci:
  • grandi perché verrebbe esaltata tutta la bellezza estetica naturale dell'intera lastra di marmo,
  • leggere perché verrebbe fortemente facilitata la relativa posa in opera,
  • tenaci perché verrebbe ampliamente esteso il campo di utilizzo del marmo.

Da questa necessità è iniziato il cammino verso il marmo leggero assottigliando lo spessore di lastre lapidee tradizionali, ovviando all’inconveniente della crescente fragilità al diminuire dello spessore, accoppiando alla lastra lapidea un meteriale di supporto leggero e tenace (honeycomb). Questa soluzione però, nata qualche decennio fa nel settore lapideo, ha avuto una scarsa evoluzione. Il settore lapideo ha sempre dedicato tempo e denaro per la ricerca e lo sviluppo di macchinari tali da rendere le trasformazioni dei lapidei sempre più facili con tempi e costi sempre minori, lasciando però, così facendo, il marmo sempre più “solo”, lavorando ed evolvendosi solo nel suo "sarcofago dogmatico" che da secoli lo ha caratterizzato.

Da decenni si è prodotto il marmo leggero accoppiando honeycomb al marmo tradizionale con successiva riduzione dello spessore del marmo stesso. Ma cosa è l’honeycomb ? L’honeycomb è una struttura a nido d'ape di alluminio rivestita con due stuoie di fibra di vetro impregnate di resina strutturale. I pannelli honeycomb trovano applicazione in tutti i settori nei quali è necessario un prodotto che offra elevate caratteristiche di resistenza alla trazione, alla compressione e all'impatto, nella forma di un pannello estremamente leggero e durevole. II pannello può essere nobilitato con una grande varietà di finiture, quali: ceramiche, acrilici, siliconi, mosaici, alluminio, legno, lapidei, ecc.. I pannelli in nido d'ape possono anche essere utilizzati per creare una superficie piatta per consentire l'applicazione di rivestimenti tradizionali quali intonaci a base polimeri, sistemi di isolamento esterni e sistemi acrilici.

Ecco quindi un supporto leggero e tenace che risolve le controindicazioni del marmo. Dobbiamo porre attenzione però ad una realtà estremamente importante: il pannello honeycomb è un pannello generico per il supporto di vari materiali. Ecco allora la necessità di studiare quale tipo di pannello honeycomb e di materie prime che lo compongono, occorrano per rendere il marmo leggero garantito e sicuro nelle sue prestazioni nel tempo, e non solo, quali processi produttivi siano più consoni per legare assieme profiquamente ed indissolubilmente tutti i componenti.

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